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Ambienti di lavoro sani e sicuri, intervista direttrice EU-OSHA Christa Sedlatschek

ROMA – Tra poco meno di due settimane partirà la prossima campagna dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro sugli “Ambienti di lavoro sani e sicuri”. Sono state appena aperte le iscrizioni per presentare candidature di partnership e il tema per il prossimo biennio già annunciato sarà “Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi”.
Sei mesi dopo la trasferta di Quotidiano Sicurezza a Bilbao, nella due giorni conclusiva della campagna “Manutenzione sicura”, abbiamo intervistato la direttrice EU-OSHA, Christa Sedlatschek.

Dott.ssa Sedlatschek, cos’è la prevenzione, che potere ha.

La prevenzione è una pietra miliare delle politiche europee per la gestione dei rischi. Consiste nel gestire adeguatamente i rischi legati al lavoro per conseguire l’obiettivo finale dell’eliminazione, della riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.  Spesso si dice, prevenire è meglio che curare. Ecco, mai come in questo caso il detto può essere considerato efficace. Prevenire è sinonimo di analisi dei processi di lavoro al fine di identificare i rischi che in questi possono sussitere, sia a breve che a lungo termine. Idenfitifcarli per eliminarli o ridurli.

La nostra prossima campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri – Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi” pone enfasi su quanto sia importante per perseguire una corretta prevenzione, la collaborazione tra la leadership, il management e i lavoratori. È stata progettata per suppportare e spingere le aziende, i lavoratori, i loro rappresentati verso politiche e pratiche atte alla valutazione e alla riduzione dei rischi. Sapendo che il perseguire la sicurezza e la salute sul lavoro offre oltre a quella scontata e prima riguardante la salvaguardia dei lavoratori, l’opportunità di migliorare lo sviluppo e l’efficienza aziendale.

Come può un’azienda coinvolgere nella prevenzione ognuno dei suoi comparti. Dal management al lavoratore.

“La prevenzione è per la gestione dei rischi. I rischi sono gestiti da persone che lavorano insieme”. La reponsabilità per la gestione dei rischi connessi al lavoro è chiaramente nelle mani dei datori di lavoro, ma l’impegno nella sicurezza è destinato a fallire se a questo non corrisponde la partecipazione attiva dei lavoratori. È un dovere legale e morale gestire e amministrare la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro. Se il management non indica la strada da seguire sarà più difficile motivare i dipendenti e far si che la sicurezza venga presa sul serio e non come un semplice onere.

La consultazione dei lavoratori e dei propri rappresentanti dovrà essere un principio guida del management. I manager inoltre non dovrebbero soltanto limitarsi a consultare i lavoratori ma impegnarsi attivamente insieme a essi e incoraggiarli nel partecipare ai processi decisionali. La consultazione può anche avere un valore economico. I lavoratori conoscono i principali rischi che devono affrontare quotidianamente, e potrebbero elaborare soluzioni per la sicurezza semplifici efficaci ed economicamente vantaggiose.

Salute e sicurezza quindi devono essere parti del processo quotidiano della gestione d’impresa e della cultura del lavoro. Devono essere considerate in un sistema dinamico che si adatta e si evolve nel tempo in azienda, che si muove con essa, e non un mero esercizio burocratico rigido che resiste ai cambiamenti. È provato che la presenza di buoni manager della sicurezza sul lavoro comporta tassi di assenza inferiori alla norma, e quindi il comportamento della leadership è associabile al benessere dei dipendenti e alle assenze per malattia. È stato mostrato come il numero di personale in malattia possa dipendere dall’attività di un dirigente. Accade per esempio casi in cui un dirigente venga trasferito in un’altra unità e che il tasso di assenza per malattia del nuovo personale diventi simile a quello dell’unità precedente. Questo dimostra ampiamente quindi quanto una partecipazione attiva dei manager possa portare a un notevole miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza in un luogo di lavoro. Risultati che vanno in questa direzione sono stati forniti anche dalla ricerca europea ESENER sui rischi emergenti nelle imprese europee. Le imprese con la più alta partecipazione dei lavoratori combinata con un elevato impegno del management hanno una probabilità di disporre di un’attività nella sicurezza correttamente documentata di dieci volte superiore ai casi in cui questo non si verifichi. Questo comporta l’ulteriore vantaggio che le misure preventive vengano percepite come maggiormente efficaci.

È quindi indubbiamente un dovere la consultazione delle parti, ma è ancor più efficace il coinvolgimento di queste nelle pratiche quotidiane riguardanti la SSL. I manager possono creare un clima di fiducia che permetta alle persone di sollevare questioni, criticità e contribuire allo sviluppo di processi utili alla prevenzione e alla tutela. La sicurezza va intepretata non più come semplice processo burocratico quindi, un peso, ma come opportunità di sviluppo della sicurezza stessa e della produttività. Attingere alla conoscenza dei lavoratori, può fornire al management risorse utili allo sviluppo, alla sicurezza, e alla sostenibilità dei luoghi di lavoro.

Parliamo della prossima campagna che coinvolgerà l’Europa nel biennio 2012-2013. “Working togheter for risk prevention”. Come attrarrà la popolazione, i lavoratori le aziende e gli enti europei. In che modo questi potranno aderire e attraverso quali modalità.

La campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2012 – 2013″ è decentralizzata ed è stata crreata per per supportare le autorità nazionali, le aziede, le organizzazioni, i manager, i lavoratori, i rappresentanti e chiunque sia interessato a lavorare insieme per migliorare la salute e la siururezza sul lavoro. Le persone possono partecipare alla campagna in questo modo:

  • diffondendo e pubblicizzando informazioni sulla campagna e materiali divulgativi, volantivi, rapporti, schede informative, guide, check list, slide, animazioni con Napo) e questo contribuirà a sensibilizzare sia nell’aziende che tra i lavoratori;
  • organizzando attività come percorsi formativi, conferenze, workshop, concorsi fotografici, cinematografici, campagne pubblicitarie e conferenze stampa;
  • promuovendo e condividendo le risorse presenti sul sito EU-OSHA;
  • partecipando all’ “Healthy Workplaces Good Practice Awards” (Premio buone prassi);
  • partencipando alla “Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro” che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, (43° settimana).

Queste attività faranno da volano a un lunga serie di eventi che avranno luogo in tutta Europa e coinvolgeranno le piccole come le grandi organizzazioni. Il contributo delle iniziative locali, regionali, svolte da sindacati, imprese, ONG e amministrazioni sarà molto importante.

I partner potranno ricevere inoltre i seguenti riconoscimenti ufficiali: diventare un partner europei se si tratta di organizzaioni pane europee o internazionali; partner nazionali se si tratta di singole persone o strutture nazionali. Essere partner comporterà di certo responsabilità, ma anche vantaggi in visibilità, che è possible consultare sul sito della campagna.

Buone prassi, ancora in riferimento alla campagna. Come possono le aziende presentare i propri esempi, cosa debbono fare.

L’11° edizione del Premio europeo per le buone pratiche consenga riconoscimenti ad aziende e organizzazioni che si sono distinte ideando soluzioni innovative ed eccezionali utili allo spingere dirigenti e lavoratori alla collaborazione per migliorare la salute e la sicurezza sul lavoor. È un premio che ovviamente mira a dimostrare i vantaggi di corrette attività nella SSL. I vincitori del concorso dovranno saper mostrare di aver progettato sistemi fondati su una forte leadership complementare a una parteciazione attiva dei dipendenti. Le iscrizioni sono aperte a tutti i soggetti europei, datori di lavoro, lavoratori, parti sociali, operatori sanitari e a chi fornisce assistenza e informazioni nei luoghi di lavoro.

Due le categorie: organizzazioni con più di 100 lavoratori e organizazioni con meno di 100. Sarano accettare proposte provenienti dagli stati membri UE, dai paesi dell’area economica europea, Norvegia, Islanda, Lichstein, i Balcani occidental e la Turchia.  Il concorso sarà coordinato dai focal point nazionali. Ogni Paese individuerà due vincitori nazionali e questi saranno quindi candidate al concorso pan-europeo. I dettagli sulle modalità di iscrizione in ogni Paese sono sulla rete dei partner.

Nella guida che presenta la campagna e pubblicata sul sito EU-OSHA si parla di un morto sul lavoro ogni 3,5 minuti in Europa. Dati ancora terribili. Quale la percezione di questo fenomeno nella politica europea. Come viene percepito tale problema in un momento storico nel quale è la crisi economica e la perdita di posti di lavoro a predominare.

La salute e la sicurezza sono in questo momento importanti come mai prima d’ora. Siamo nel mezzo di una delle peggiori crisi economiche a memoria d’uomo. I lavoratori sono  gravati, e le imprese cercano di mantenere i livelli di attività con organici ridotti. I lavoratori cominciano a conscere livelli crescenti di stress, accanto all’incertezza, la mancanza di un lavoro sicuro. Possono essere quindi più riluttanti di prima, nel caso dovessero parlare di casi in cui i datori di lavoro non stiano adempiendo agli obbighi riguardanti la sicurezza. E questo aumenta i rischi per la propria salute.

Come sul costo umano degli incidenti sul lavoro (che dovrebbero bastare di per sè a giusitificare attività e politiche preventive), ricerche mostrano quanto sia da riflettere anche sui costi aziendali degli infortuni. Nel 2007 sono stati registrati 83 milioni di giorni lavorativi persi per incidenti sul lavoro, sommati ad assenze per malattie correlate al lavoro che arrivano a 367 milioni di giorni lavorativi. Ogni infortunio o malattia ha un costo e in un mercato del lavoro globale e competitivo sono costi non ci si può più permettere di pagare. L’evidenza è empirica e chiara: luoghi di lavoro sani e sicuri sono anche i più produttivi, i più motivati, con i dipendenti più fedeli. E quindi non non è vero che le spese sostenute per la formazione sulla sicurezza e per le attrezzature siano un lusso, di cui fare a meno. La buona gestione della sicurezza deve essere vista come un investimento, un buon affare.

Ciò che l’Agenzia sta cercando di fare quindi è promuovere e diffondere nei luoghi di lavoro europei la cultura della prevenzione degli infortuni e delle malattie, che faccia considerare ai datori di lavoro e ai lavoratori che esistano nuove possibilità di sviluppo in modo che di conseguenza possano intraprendere azioni necessarie al mettere le persone al sicuro.

Torniamo a EU-OSHA e all’Italia. Com’è da lontano il nostro Paese, letto dalla prospettiva della sicurezza e della salute sul lavoro.

In un recente sondaggio d’opinione europeo condotto per l’Agenzia da Ipsos MORI sono state analizzate le opinion di 35.000 persone di 36 Paesi europei, su questioni correnti riguardanti i lavoro come lo stress lavoro correlato, l’importanza della sicurezza e della salute sul lavoro nella competitività e il prolungamento della vita lavorativa.

I risultati provenienti dall’Italia dicono che:

  • si ritiene che lo stress lavoro correlato sia destinato a crescere nei prossimi cinque anni. Sette persone su dieci (73%) si attendono fenomeni di stress lavoro correlato nei prossimi cinque anni e due su cinque (39%) si aspettano che questo crescerà di molto. Al contrario solo l’11% degli intervistati ritiene che il numero di persone che soffrono di stress si ridurrà. In tutta l’Europa infine il 49% delle persone pensa ache lo stress salirà e solo il 7% che si ridurrà;
  • ancora, nove italiani su dieci (90%) ritengono che la salute e la sicurezza siano fondamentali se le persone dovranno lavorare più a lungo prima di andare in pensione e il 61% ritiene ciò molto importante. In generale gli italiani sono i più propensi tra gli europei nel considerare questo aspetto della SSL come importante;
  • una significativa minoranza non è certa del fatto che la salute e la sicureza nel proprio luogo di lavoro verrà affrontata. Tre su dieci non sono certi che le questioni sollevate con i propri dirigenti verranno discusse (30% di cui il 9% non è affatto sicuro). È una media superiore a quella euopea (23% e 7%) anche se dall’altro lato la maggioranza dei lavoratori (64%) è convinta che il problema verrà affrontato;
  • gran parte degli italiani si sentono ben informati. Nel 2011 come nel 2009, i dati sono simili (71% contro il 69%, il 27% contro il 29%).

Può spiegare ancora a un’azienda perché investire in sicurezza equivale a investire nella qualità e nel proprio sviluppo.

Dobbiamo convicere le imprese che la sicurezza è un bene anche per il business. Una grande sfida in tempi di crisi come questi e in un’Europa segnata da politiche di austerità. Secondo alcune stime ILO, il 4% del PIL mondiale è perso a causa di malattie professionali e infortuni e stime EU-OSHa fissano questa perdidata tra il 2,6% e il 3,8% del PIL dell’Unione Europea.
Nonostane ciò la salute e la sicurezza sul lavoro non ha ancora la necessaria attenzione. Le aziende sono sotto pressione e lottano per la propria esistenza. A mio parere le imprese possono avere successo nel lungo periodo soltanto attraverso una gestione oculata, la cura del personale. Non aiuta l’agire in tempi brevi o negare ad esempio investimenti nella sicurezza, fattori che possono comportare rischi elevati di incidenti, tassi di assenza superiori, e diminuzione della qualità. L’Europa di oggi non può permettersi questo.

La campagna vuole far passare questo messaggio, che dice che anche in questi tempi difficili la sicurezza non può essere compromessa e deve restare una priorità assoluta. I vincoli di bilancio, anche difficili, non devono far passare in secondo piano la verità maggiore, ovvero che un ambiente di lavoro sano e sicuro è anche un bene per il business d’impresa.

Il titolo originale della campagna era “Better health and safety at work through prevention”, ma è ora diventato “Working together for risk prevention”, perchè ritenuto più facile da comprendere, immediato, accattivante, per la comunicazione e la promozione. Per far comprendere senza indugi quanto la prevenzione è la chiave di volta della campagna, e quindi della sicurezza.

Il nostro obiettivo ultimo e più alto, anche attraverso questa come le precedenti campagne è quello di promuovere una cultura europea della sicureza sul lavoro fondata sui principi della prevenzione che andrà a impattare sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.

Perchè gli obiettivi si trasformino in risultati si dovrà ancora e continuativamente nel tempo: sottolineare il ruolo in SLL del top managemet e dei dirigenti e quello degli elevati livelli di partecipazione dei lavoratori; dimostrare che la prevenzione ha benefici anche nel business informare buone prassi e pratiche di corretta valutazione del rischio;  sottolineare il ruolo chiave della formazione nei luoghi di lavoro e nella società

Che impatto ha avuto nel pensiero e nella pratica degli enti e delle aziende europee la scorsa campagna “Manutenzione sicura”.

Le champagne EU-OSHA sono oggi le maggiori nel mondo, e giocano un ruolo essenziale nella capo delle stretegie europee sulla salute e sicurezza sul lavoro. La campagna “Manutenzione sicura” dal suo lancio nel 2010 ha mobilitato migliaia di persone con attività di sensibilizzazione, incontri con i partner e incontri formativi. Le campagne raggiungono di solito l’EFTA, i candidati e i potenziali candidati a essere membri dell’Unione Europea.

I due obiettivi principali sono: sensibilizzare e riunire. Raggiungendo milioni di lavoratori sul posto di lavoro, nella propria lingua, la campagna dello scorso biennio sulla manuteiutenzione sicura li ha perseguiti entrambi, ottenendo livelli record nel coinvolgimento. Ha contribuito fortemente ad espandere il numero dei partner e il loro impegno vitale nella promozione e moltiplicazione dei messaggi. 53 organizzazioni europee tra pubblico e privato sono diventate partner ufficiali e l’ingaggio di grandi strutture ci ha permesso di rendere il messagio ancora più efficace, perchè capace tramite queste e i propri indotti di raggiungere anche le piccolo e medie imprese.

A oggi oltre il 90% dei partner dello scorso biennio ha già confermato il proprio interesse alla prossima campagna e ha segnalato, il 64% di essi, come le attività di networking offerte dall’Agenzia siano un grande vantaggio dell’essere partner attivi. Soltanto nel 2011 l’Agenzia attraverso la propria rete e i propri punti focali ha contribuito ad organizzare trentotto incontri, centotrenta seminari, eventi formativi workshop che hanno coinvolto più di 11.000 persone.

Info:
Sito della campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2012 – 2013”
Ricerca europea

Leggi anche: Ambienti lavoro sani e sicuri EU-OSHA, aperta candidatura partner 2012-13.

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