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Condizioni di salute degli italiani e ricorso ai servizi sanitari, dati indagine Istat

ROMA – Presentati da Istat il 10 luglio a Roma, i risultati dell’indagine Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari – 2013. Invecchiamento della popolazione, incidenza malattie croniche, salute psichica, fattori di rischio, diseguaglianze, prevenzione, medicina tradizionale e alternativa, per una ricerca che l’Istituto ha condotto tra il 2012 e il 2013 attraverso la somministrazione di circa 60mila interviste.

Invecchiamento e malattie croniche. L’Italia, presenta uno dei maggiori tassi di invecchiamento rispetto al Mondo e al resto d’Europa. Questo si riflette sullo stato complessivo di salute degli italiani. Nel 2013 il 14,7% della popolazione ha dichiarato di essere affetto da almeno una tra le seguenti gravi patologie: diabete, infarto del miocardio, angina pectoris e altre patologie cardiache, ictus, emorragia cerebrale, bronchite cronica, enfisema, cirrosi epatica, tumore maligno (inclusi linfoma/leucemia), insufficienza renale, parkinsonismo, Alzheimer e demenze senili.

Patologie meno gravi più frequenti: l’ipertensione arteriosa (17,1%), l’artrosi/artrite (16,2%), le malattie allergiche (13,7%), cefalea/emicrania ricorrente (10,8%).

Rispetto al 2005, sono aumentati i tumori maligni (+60%), le malattie della tiroide (+52%), l’Alzheimer e le demenze senili (+50%), l’emicrania ricorrente (+39%), l’allergia (+29%) e l’osteoporosi (+26%), mentre sono diminuite le prevalenze di bronchite cronica/enfisema (-24%) e dell’artrosi/artrite (-18%).

Salute fisica e psicologica.
Complessivamente, rispetto al 2005, è migliorato lo stato di salute fisica percepita nella popolazione con un’età maggiore dii 14 anni (+0,8 nell’indice Psc) ma è peggiorato il benessere psicologico (-0,7 dell’indice Msc) Fascia di età in cui l’indice di salute mentale è peggiorato maggiormente i giovani fino a 34 anni soprattutto di sesso maschile (-1,2 Msc).

Sono circa 700 mila gli individui (2,8% tra gli anziani) colpiti da invalidità mentale e 600mila quelli affetti da Alzheimer o demenze senili (il 4,3% tra gli anziani). Lo 0,5% della popolazione ha dichiarato di avere un disturbo del comportamento alimentare (bulimia o anoressia). La quota è risultata essere il triplo nelle donne rispetto agli uomini. Depressione. Ha dichiarato di soffrirne il 4,4% della popolazione, circa 2,6 milioni di persone di cui due terzi donne.

Prevenzione generale. Sono migliorati in generale i livelli di prevenzione nei riguardi delle principali malattie cardiovascolari e dei tumori, in particolare dove il Ssn ha predisposto programmi di screening e campagne di prevenzione. Aumenta la quota di persone con più di 18 anni che si è sottoposta almeno una volta a un controllo del livello del colesterolo (da 81,9% nel 2005 al 85,2% nel 2013), della glicemia (84,8%) e della pressione arteriosa (86,6%).

Per quanto riguarda la prevenzione del tumore al colon il 28% della popolazione nel 2013 ha dichiarato di essersi sottoposto alle necessarie analisi. Per la popolazione femminile sono aumentati i controlli per l’osteoporosi e il ricorso a mammografia e pap test preventivi. 

Abitudine al fumo. Rispetto al 2005 la quota di fumatori ha subito solo una lieve riduzione, dal 21,3% al 21,1% ma approfondendo il dato si è rilevato che è diminuito in modo significativo (dal 38,1% al 31,2%), sia fra gli uomini che fra le donne, la quota dei fumatori forti, ossia coloro che fumano oltre 20 sigarette al giorno.

La Legge Sirchia che ha istituito il divieto di fumare nei locali e negli uffici pubblici, è spesso disattesa. Il 9% dei non fumatori dichiara di essere esposto al fumo passivo nei locali pubblici, con picchi del 20,5% tra i giovani di 14-24 anni e del 12,4% nel Sud, con punte massime in Calabria (14,4%) e Campania (13,3%). L’8,1% dei lavoratori non fumatori ha dichiarato di essere esposto al fumo passivo nel luogo di lavoro. La percentuale sale all’11,5% nel Sud e nelle Isole, e tocca il 12,1% in  Campania e del 14% in Sicilia.

Obesità e sovrappeso. Secondo la classificazione dell’Oms basata sull’Indice di massa corporea, in Italia un adulto su tre è risultato essere sovrappeso e uno su dieci obeso. Nello specifico: la maggioranza della popolazione adulta è risultata normopeso (51,2%), il 34,3% sovrappeso, l’11,2% obeso e il 3,2% sottopeso. Dato preoccupante riguarda l’obesità tra i minori. Negli anni 2011-2012, sono risultati essere sovrappeso o obeso oltre un bambino su tre (35,7%) di 6-10 anni e nel Sud quasi uno su due (48%).

Attività fisica nel tempo libero. Solo il 20,6% della popolazione di 5 anni e più (25,9% tra gli uomini e 15,6% tra le donne) ha dichiarato di praticare un’attività fisica corrispondente agli standard definiti dall’Oms per la protezione della salute. Da specificare che il dato non tiene conto dell’attività fisica svolta in ambito lavorativo o domestico.

Ricorso alle prestazioni sanitarie. 8,9 milioni di persone hanno dichiarato di essersi sottoposte a visite mediche specialistiche (escluse quelle odontoiatriche) nelle quattro settimane precedenti l’intervista; 3,7 milioni ad accertamenti specialistici e 6,1 milioni ad analisi del sangue (escludendo i controlli effettuati durante eventuali ricoveri ospedalieri o in day hospital). 1,7 milioni di intervistati sono stati ricoverati nei tre mesi precedenti la rilevazione. 

Uso di medicine. Il 48,6% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto farmaci nelle due settimane precedenti il momento in cui è stato intervistato. L’88,1% su prescrizione del medico, il 14,6% di propria iniziativa, l’1,1% su indicazione di un’altra persona. Circa un terzo degli intervistati ha dichiarato di dover prendere farmaci ogni giorno.

Diminuito nel 2013 il numero di persone che hanno fatto ricorso a terapie alternative quali omeopatia, agopuntura, prodotti fitoterapici o trattamenti manuali.

Per approfondire: Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari – 2013.

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