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Sicurezza lavoratori migranti, presentato da ANMIL il rapporto del progetto CIS

ROMA – Presentato dall’ANMIL il rapporto finale del Progetto CIS – Cultura Integrazione Sicurezza finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per promuovere la sicurezza dei lavoratori immigrati.

Il progetto, iniziato a gennaio 2012 e sviluppatosi per 14 mesi, è nato per aiutare i lavoratori stranieri che vivono in Italia da poco tempo a integrarsi meglio nella società e nel mercato del lavoro mediante due  strumenti fondamentali: l’insegnamento della lingua italiana e la conoscenza dei concetti base della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Idea fondante del progetto è che questi lavoratori per mancanza di conoscenza della lingua italiana e delle norme di sicurezza, sono più esposti al rischio di infortuni anche mortali.

Secondo dati ISTAT sono 4.570.317 gli stranieri in Italia nel 2011, 115.661 gli infortuni sul lavoro che li hanno visti coinvolti di cui 138 mortali.

Ieri a Roma, nel corso della giornata di presentazione, Franco D’amico, coordinatore Servizi statistico-informativi ANMIL ha presentato un dossier con un quadro statistico riguardante la presenza, il lavoro e gli infortuni degli stranieri in italia elaborato sulla base di dati ISTAT e INAIL

Proviene dalla Romania, Albania e Marocco il 42% dei lavoratori. Si insediano soprattutto in Nord Italia, in particolare in Lombardia, ma anche in Veneto ed Emilia–Romagna e, al Centro nel Lazio. Roma la città italiana con più lavoratori stranieri: 295.000.

Gli infortuni sul lavoro occorsi a lavoratori stranieri nell’anno 2011 sono stati 15,9% del totale nazionale. 40 infortuni per mille occupati il tasso medio di incidenza infortunistica relativo ai lavoratori stranieri, un valore nettamente superiore a quello dei lavoratori italiani che fanno registrare un tasso di circa 30 infortuni per mille occupati.

Sono due le cause principali di questo divario: in primo luogo gli stranieri sono occupati in prevalenza in settori ad alto rischio come l’edilizia, la metallurgia e l’agricoltura.
In seconda battuta però si rileva che oltre a una situazioni di maggiore esposizione e precarietà, il rischio è aggravato dalle difficoltà di comunicazione e comprensione sul posto di lavoro ed è proprio su questo punto che è intervenuto il progetto CIS, offrendo ai lavoratori stranieri  corsi di formazione  per l’insegnamento della lingua italiana e del linguaggio della sicurezza.

Per quanto riguarda il progetto CIS, sono stati 40 i lavoratori ai quali i sono stati destinati i corsi di formazione, individuati grazie al lavoro di associazioni di immigrati di Roma e, mediante la pubblicizzazione del progetto con volantini e brochure in tutte le chiese e le comunità religiose.

Sono stati quindi attivati 5 mediatori culturali per far integrare tra di loro i partecipanti e per aiutarli ad approcciarsi nel modo giusto alle materie e ai docenti. Quindi focus group con il supporto di una psicologa per analizzare l’andamento del corso, per valutarne l’efficacia e l’impatto sulla vita dei partecipanti.

Un ultimo focus group si è tenuto con la psicologa al fine di poter procedere ad una valutazione dell’intero percorso formativo e cristallizzare, ove possibile, delle buone prassi da replicare e diffondere.

 

L’intero progetto CIS è stato raccolto in un documento finale che contiene esercitazioni illustrate, per trasmettere i concetti basilari necessari per affrontare in modo responsabile il lavoro.

Info: rapporto progetto CIS.

Leggi anche: il progetto CIS.

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