600mila denunce di infortunio sul lavoro complessive nel 2025, 1.198 denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale. Delle denunce di infortunio 414.917 sono accadute sul lavoro. 98.312 le denunce di malattia professionale. Sono alcuni dei dati pubblicati da Inail nella Relazione annuale 2025, presentata a Roma, Aula dei Gruppi parlamentari Camera dei deputati, il 22 settembre 2026.
Riassumiamo i dati in elenco, tratti dal documento di Sintesi dell’andamento infortunistico e tecnopatico:
- 600mila denunce di infortuni nel 2025, +1,2% sul 2024;
- denunce che hanno riguardato 519mila lavoratori (+ 0,8%) e 81mila studenti (+3,4%);
- 1.198 denunce di infortunio mortale – 3,3% sul 2024;
- 1.189 denunce mortali hanno riguardato lavoratori e 9 gli studenti;
- 414.917 le denunce per infortunio in attività lavorativa, 121mila, in itinere;
- 890 le denunce di decessi sul lavoro, 299 in itinere;
- 89,7% delle denunce sul lavoro proveniente da Industria e servizi (di cui 85,2% dei casi mortali in Industria), il 5,8% da Agricoltura, 4,5% Conto Stato;
- 32,1% degli infortuni in occasione di lavoro ha interessato lavoratrici, 6,1% dei decessi in occasione di
- lavoro ha interessato donne;
- 35,5% delle denunce per infortunio in occasione di lavoro ha riguardato persone nella fascia di età 50 e 64;
- due terzi delle denunce di infortunio mortale hanno interessato persone over 50;
- un quarto delle denunce di infortunio sul lavoro ha interesso persone nate all’estero;
- sul piano geografico, la distribuzione delle denunce per infortunio è stata Nord-Est 33,0%, Nord-Ovest
- 27,1%, Centro 19,9%, Sud 13,1% e Isole 6,9%;
- 2,8 milioni di infortuni non mortali in UE denunciati nel 2023 e 3.298 mortali “Prendendo in considerazione l’indicatore standardizzato più corretto per i confronti internazionali, che esclude il settore dei trasporti e soprattutto gli infortuni stradali in occasione di lavoro, non trasmessi da tutti i Paesi, l’indice degli infortuni mortali nel 2023 mostra per l’Italia un valore di 1,20 decessi per 100mila occupati, in linea con la media UE-27 (1,23) e con la Spagna (1,18), ma ampiamente inferiore al tasso della Francia (3,50) e superiore a quello della Germania (0,53). Solo l’Italia, insieme a Spagna e Slovenia, ha però riconosciuto i contagi da Covid-19 univocamente come infortuni sul lavoro e ciò ha influenzato i dati nazionali soprattutto nel biennio 2020-2021”;
- 98.312 malattie professionali denunciate +11,3% rispetto al 2024 e “segnando il picco più alto degli ultimi 26 anni e quadruplicando le circa 25mila denunce del 2000”;
- 83,6% delle malattie professionali da Industria e servizi;
- 2.400 i casi di tumori professionali, che sono la prima causa di morte tra le tecnopatie;
- il 74,3% delle malattie professionali denunciate ha interesasto uomini.
Per quanto riguarda le prestazioni economiche, le attività di prevenzione e assicurative Inail:
- pari a più di 5,61 miliardi di euro le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici;
- 30.841 le aziende beneficiare nel 2025 degli interventi di riduzione del tasso medio per prevenzione per uno sconto di 211 milioni di euro;
- divenuta permanente nel 2025 l’assicurazione estesa a studenti e personale scolastico in ogni attività scolastica da DL 90/2025;
- segnalate le recenti edizioni del bando Isi;
- attivati 75 progetti di ricerca tramite il bando Bric 2025.
Così il presidente Inail Fabrizio D’Ascenzo: “Con l’emanazione del decreto 159 del 31 ottobre, nel 2025 è stato compiuto un decisivo salto di qualità per il rafforzamento del ruolo dell’Inail nella promozione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro. Il decreto, convertito dalla legge 198/2025 ha attribuito all’Inail nuove e più ampie funzioni. Ha inoltre previsto la revisione delle aliquote per premiare le aziende virtuose, l’incentivazione dei dispositivi di protezione individuale intelligenti, il rafforzamento della formazione nei settori a maggior rischio, l’adozione di linee guida per il tracciamento dei ‘near miss’ e la consultazione gratuita delle norme tecniche.”
