Campi elettromagnetici, pubblicate tre Guide della Commissione europea

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Sono state rese disponibili anche in italiano alcune guide della Commissione Europea sull’attuazione della direttiva 2013/35/UE riguardante i campi elettromagnetici. L’iniziativa editoriale è sostenuta dal Programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) 2014-2020.

Nella prima delle pubblicazione si fa la sintesi dell’intero lavoro che è stato elaborato per “aiutare i datori di lavoro, in particolare le piccole e medie imprese, a ottemperare agli obblighi previsti dalla direttiva (ricordata sopra, altrimenti chiamata EMF, Ndr)”.

Nella maggior parte dei luoghi di lavoro il livello di esposizione allo specifico rischio è molto basso e non comporta rischi per i lavoratori. “Anche quando vengano generati campi di forte entità, questi di solito si riducono rapidamente con l’aumentare della distanza; pertanto, se è possibile limitare l’accesso dei lavoratori alle aree vicine alle apparecchiature, non vi sarà alcun rischio. Inoltre, poiché la maggior parte dei campi è generata elettricamente, essi scompaiono quando l’alimentazione viene interrotta”.

Per aiutare i datori di lavoro a effettuare una valutazione iniziale del proprio luogo di lavoro, la guida riporta una tabella delle situazioni di lavoro più comuni.

Peraltro, vi sono dei casi che possono presentare rischi alla salute per tutti i lavoratori, derivanti da effetti diretti o indiretti dei campi elettromagnetici.  In questi casi il datore di lavoro adottare ulteriori misure di protezione o prevenzione che la Guida della Commissione europea indica con consigli sullo svolgimento della valutazione dei rischi, che “dovrebbe essere coerente con una serie di procedure di valutazione dei rischi comunemente utilizzate, tra cui lo strumento interattivo online per la valutazione dei rischi (OiRA) fornito dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro”.

A questo ultimo proposito, avverte la pubblicazione, “nel corso della valutazione dei rischi, per i datori di lavoro potrebbe essere necessario confrontare le informazioni sui campi elettromagnetici presenti nel luogo di lavoro con i livelli di azione e i valori limite di esposizione specificati nella direttiva EMF”.

Qualora sia invece necessario effettuare confronti con i livelli di azione o i valori limite di esposizione (VLE), i datori di lavoro sono incoraggiati a utilizzare le informazioni messe a disposizione dai fabbricanti o reperibili in banche dati, e a evitare, se possibile, di effettuare le loro proprie valutazioni. Per i datori di lavoro che devono effettuare la propria valutazione, la guida offre consigli su metodi e orientamenti relativi a tematiche specifiche come: i campi non uniformi, la sommazione di frequenze multiple e l’applicazione del metodo del picco ponderato.

Se i datori di lavoro utilizzano apparecchiature o svolgono attività che potrebbero dar luogo a incidenti (o inconvenienti), devono predisporre piani di emergenza per far fronte alle conseguenze.

Info: 
guida non vincolante direttiva campi elettromagnetici 
guida non vincolante, studio di casi 
guida per le Pmi 

Continua mercoledì 3 febbraio 2016: definizioni allegato I direttiva campi elettromagnetici 

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