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Zoonosi occupazionali e resistenza agli antibiotici, scheda Inail

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ROMA – Zoonosi occupazionali: il problema della resistenza agli antibiotici. Questo il tema di una recente pubblicazione Inail che affronta la prevenzione e la tutela sul lavoro in ambiente zootecnico; contatto con animali, esposizione a batteri resistenti agli antibiotici, misure per fronteggiare l’antibiotico-resistenza.

Zoonosi

Con zoonosi si intende generalmente definire “danno alla salute e/o qualità della vita umana causato da relazione con (altri) animali vertebrati, o invertebrati commestibili o tossici”.

La relazione tra zoonosi e antibiotico-resistenza riguarda quindi il rischio che alcuni batteri siano in grado di resistere agli antibiotici utilizzati negli animali, in genere simili o uguali a quelli per l’uomo, e passare quindi dagli stessi animali all’organismo umano.

Prevenzione sul lavoro

Contatto, ambiente, deiezioni, cibo contaminato. La trasmissione di tali batteri da uomo ad animale può avvenire per vie diverse e prima di elencare dati scientifici e normative sia riguardanti il lavoro e sia riguardanti la ricerca scientifica sulla resistenza antimicrobica, elenchiamo innanzitutto le fondamentali misure di prevenzione da adottare nelle attività a contatto con animali e prodotti di origine animale. Considerando anche che le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici in ambito occupazionale possono essere considerate zoonosi occupazionali.

Ai fini della prevenzione il datore di lavoro:

  • “evita l’esposizione ad agenti biologici mediante misure tecniche, organizzative e procedurali (idonee procedure di lavoro, utilizzo di dispositivi di protezione collettiva e individuale, ecc.);
  • elabora idonee procedure per manipolazione, decontaminazione ed eliminazione di materiali biologici e rifiuti contaminati;
  • fa rispettare i principi di igiene personale (indumenti di lavoro separati da quelli civili, lavaggio delle mani, doccia a fine turno di lavoro, ecc.);
  • predispone misure per la gestione delle emergenze;
  • sottopone il lavoratore a sorveglianza sanitaria, quando prevista;
  • fornisce informazioni e istruzioni sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione da adottare”.

Resistenza antimicrobica

Per quanto riguarda la resistenza antimicrobica, è un fenomeno costantemente monitorato dall’Efsa e dall’Ecdc. Si tratta di un problema sanitario che è legato anche alle modalità dell’uso degli antibiotici in veterinaria, in particolare all’uso incauto degli antibiotici sugli animali.

Tra le leggi e le direttive sul fenomeno ricordiamo che l’Italia ha recepito la Direttiva 2003/99/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17/11/2003 sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della Decisione 90/424/ CEE del Consiglio e che abroga la Direttiva 92/117/CEE del Consiglio.

A occuparsi della sua applicazione e dei suoi effetti è il Ministero della Salute e il primo punto di riferimento scientifico nazionale è il Centro di referenza nazionale per l’antibiotico-resistenza (Crab) dell’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana.

Allevatori e veterinari

Leggi e prevenzione. Dell’insieme degli strumenti necessari per la sicurezza e la salute dei lavoratori e degli ambienti di lavoro devono avvalersi insieme e contemporaneamente quindi sia gli allevatori che i veterinari. Figure che devono unire le proprie strategie di intervento in ambito zootecnico e collaborare nell’uso degli antimicrobici e nelle misure di biosicurezza e igiene.

Info: Inail, zoonosi occupazionali e resistenza agli antibiotici 

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